Pagina:Dodici monologhi di Gandolin.djvu/9

Da Wikisource.



(Entra sulla scena a precipizio, con tutti i segni del panico. Fa cenno agli spettatori di conservare un silenzio assoluto. Guarda, cauto, dalla parte dove è sbucato e con la mimica sembra accennare che due brutti ceffi gli avevano teso un agguato, ma che ora si allontanano.... sono scomparsi.... respira!... No, ritornano!... Altro spavento. Ah no! è un falso allarme. Altro respiro di sollievo.)


— Ora, ora, un momento e poi vi conto tutto. (guarda ancora di dentro) Si sono squagliati.... Dio, che cosa! sembravo un velocipede: il guaio si è che mi sento (si tasta i ginocchi) sgonfiare i pneumatici. Che cosa facevo? Scappavo a rotta di collo. Per paura? Oh come vi sbagliate! Scappavo per troppo coraggio. Tremo tutto? Sfido! tremo per troppo coraggio. (guarda c. s.) Oh Dio, ritornano!... No: è uno spazzino. Ma guardate che fatalità! Alla distanza di un