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Pagina:Il buon cuore - Anno X, n. 37 - 9 settembre 1911.pdf/8

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296 il buon cuore
cauti e vediamo di non lasciarci fuorviare: le piante buone, leggiamo nel Vangelo, danno frutti buoni.

Ma quando alla parola risponde l’azione, oh, allora affidiamoci con sicurezza e non temiamo nessun rumore di voci contrarie o denigratrici.

Se chi predica il perdono delle offese, offeso, perdona e ha cuore fraterno per l’offensore (ho, se si potesse rilevare certe espressioni di anime sante!) se chi predica il sacrificio sa sacrificarsi, per l’edificazione delle anime, fino a vivere solo una parvenza di vita in mezzo a indicibili squallori; se chi predica la carità sa trovar modo di dare anche nella povertà.... Se Dio ci ha concesso di vedere un profeta predicante così, più con l’opera che con la parola, intoniamo il cantico della riconoscenza: Dio ha mandato il suo profeta verace per la nostra anima.

Le piante che non daranno buon frutto saran buttate al fuoco.

Non appena i profeti, ma tutti gli uomini son piante nel giardino del Padre e utte devon rendere il frutto loro.

Lo rendiamo noi? Noi, che abbiam prima la bocca di belle parole, quali sentimenti buoni abbiamo nel cuore e quali opere onorano la nostra vita e la nostra professione cristiana?

Oh! non è vero che spesso, troppo spesso, quando la lode o l’approvazione dei nostri fratelli ci ha raggiunti, noi abbiam provato come un senso di interiore vergogna, perchè quella lode immeritata pareva rendere più acuta la nostra indegnità?

Facciam frutti, frutti degni della nostra vocazione cristiana.



Società Amici del bene


Elargizioni della settimana


Signora Carlotta Riva ved. Sessa, in memoria del suo rimpianto, dilettissimo Marito |||
 L. 50 —


NOTIZIARIO


La prima pietra di una nuova Chiesa. — In via Solari, l’arcivescovo Ferrari, alla presenza di numerosa folla, poneva e benediceva la prima pietra della nuova chiesa del Rosario. Il cardinale Ferrari fu ricevuto dal prevosto don Fulvio Viganò di Santa Maria al Naviglio, dal delegato arcivescovile don Angelo Pasini, e da parecchi altri sacerdoti. La cerimonia si svolse con molta solennità: dopo il canto di inni religiosi, eseguito da un coro di fanciulli, venne murata una pergamena con le firme delle personalità presenti; l’arcivescovo fece quindi il giro dell’area su cni sorgerà la chiesa, benedicendola. Il nuovo tempio, disegnato dal parroco di Vergiate, sarà a tre navate, e misurerà metri 42 in lunghezza e 20 in larghezza. L’esecuzione del disegno è affidata al capomastro signor Giovanni Quaglia. I fondi necessari furono raccolti dal fu don Gaetano Volonterio e da don Carlo Gussoni.



Necrologio settimanale


A Milano, la signora Belli Giovannina Carozzi; — la signora Adele Robecco vedova Dell’Acqua.

— A Busco, il conte comm. Alessandro Zeno, già cerimoniere presso Vittorio Emanuele II e più tardi gentiluomo di Corte della Regina Margherita. Discendente dell’antichissima e storica famiglia veneziana,
il conte Zeno più che ventenne aveva emigrato in Piemonte prendendo parte attiva, da volontario prima, col grado di ufficiale poi, alle campagne del 1859, 1860 e 1866. La squisita signorilità dei modi e la vasta coltura affinata con lunghi viaggi lo resero gradito e ambito negli insigni posti che occupò. Alla famiglia Zeno pervennero telegrammi di condoglianza della Regina Madre, della Regina Elena e del Re, a mezzo del generale Brusati.

— A Como, la nobildonna Teresa Reina Bernasconi.



DIARIO ECCLESIASTICO


10, settembre — Domenica seconda dopo la Decollazione — Il Ss. Nome di Maria.
11, lunedi — Ss. Proto e Giacinto mm.
12, martedi — S. Salvino vesc.
13, mercoledi — S. Maurilio vesc.
14, giovedi — L’Esaltazione della S. Croce.
15, venerdi — S. Nicomede m.
16, sabato — S. Eufemia m.

Adorazione del SS. Sacramento.

Continua a S. M. delle Grazie.
11, lunedi — A S. M. di Loreto.
15, venerdi — Ospizio S. Giuseppe.




Gerente responsabile.

Romanenghi Angelo Francesco.


Milano. Tip. L. F. Cogliati, Corso P. Romana, 17.