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Libro Secondo. 117

CAPITOLO QUINTO.

Della Città di Fossambrone.


I

n questa medesima Regione, della nobil pianura Metaurense in cima, sopra le rive del famoso fiume, situata la Città di Fossambrone si trova: di cui gli Scrittori vetusti honorata memoria ne i Volumi riserbano (quantunque alcuni varijno in assegnarle il sito,) peròche da Tolomeo, & da Strabone, trà i Vilumbri vien posta. Al quale, con più veridici inchiostri, opponendosi Plinio, trà gli Umbri à punto ne i Senoni, ov’ella si trova, la descrive; mentre frà l’altre della sesta Regione d’Italia la connumera, vicino à gl’Inginini, cosi dicendo: Foro Semprionenses; Inginini, Iteramnates &c. Essa da Pelasgi (à riferir d’alcuni) fù in questo amenissimo sito edificata, frà il Torrente, che hora da paesani, San Martino s’appella, e le pietrose rive dell’accennato fiume, dal luogo nel qual hoggi rinovata si vede poco meno d’un miglio, e dall’Adriatico quindeci distante: frà colli amenissimi, che pieni di fruttiferi arbori, le facevan vaga corona; onde sopra modo per questo à Romani piacendo, da C. Sempronio Console, con Appio Claudio, dopò il trionfo di Piceno fù di muraglie munita, di superbissime fabriche ornata; & con l’aggiunta dell’antico nome che Foro chiamossi à quello di Sempronio, fù per l’innanzi Forum Sempronium, appellato da ogn’uno. E crescendo ad ogn’ora molto d’Illustri habitatori; si famosa divenne, che con le prime dell’Umbria di grandezza, & di nobiltà garreggiava: per lo che da Romani stessi, d’infiniti Privilegij fù decorata; specialmente de gli ambiti honori di Municipio: La onde in parte restando libera, con i proprij Statuti reggevasi; & in parte al Senato soggetta, delle Leggi di Numa (come in Roma i Romani) servivasi. Da quì avvenne, che in Fossambrone la libertade apprezzandosi, due Magistrati principali s’instituirono dal popolo, che sopra quella (per osservanza delle dette Leggi) la pienezza dell’autoritade tenevano; il maggiore de’ quali, di due huomini soli s’instituiva; & l’altro di dieci; quello Duomviro, e

questi