Pagina:Leone Duodecimo e Pio Ottavo (Baraldi).djvu/10

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pure partono dal medesimo principio, e ad uno stesso e solo fine pur mirano. Pochi fiori, ma candidi e olezzanti, nè certo senza tributo di lagrime, spargansi sulla modesta tomba del primo: voti teneri, religiosi, e copia d’infocati sospiri di riconoscenza, di fedeltà, di venerazione s’alzino al trono maestoso e placido del secondo.

Annibale della Genga nacque il 2 Agosto 1760 alla Genga, feudo di sua famiglia, presso Spoleto. Mandato giovine a Roma entrò, e si distinse nell’Accademia nobile ecclesiastica. L’immortal Pio VI. conoscitor profondo degli uomini e del merito lo annoverò anche giovine ai Canonici di S. Pietro, e ai Prelati di sua famiglia. Non senza consiglio arcano della Providenza compose egli e recitò nella Pontificia Cappella del Quirinale nel 1790 l’Orazion funebre di Giuseppe II. Imperatore, e maneggiò argomento sì grande e sì delicato con nobile maestria e consumata prudenza. Poco dopo ordinato Arcivescovo di Tiro ebbe la nunziatura di Colonia, ove le traccie degli errori di Febronio e d’Eybel, le scismatiche misure del conciliabolo d’Ems, e le novità di sempre malaugurate Riforme, mettevano a prova e cimento lo zelo, la destrezza e la prudenza del Nunzio Romano[1]. Soddisfece egli alla confidenza che in lui collocò Pio VI. e mentre il turbine rivoluzionario sbucato di Francia invase gli Stati Romani, e cattivo addusse in terra nemica il Pontefice, che con una santa morte coronò in Valenza il suo lungo martirio, il nostro della Genga abbandonò Colonia, e ritirossi in patria. Pio VII. successore del trono e delle persecuzioni dell’antecessor suo parve ne ereditasse ancora riguardo al della Genga i sensi medesimi di confidenza e di affezione. Lo spedì tosto a Monaco, ed ivi pure travagliosa nunziatura sostenne, ove si distinse l’abilità e la prudenza del Prelato, che alla

  1. Fra gli articoli necrologici dai quali abbiamo desunte le principali notizie, e non pochi pensieri, citiam volentieri due fogli francesi scritti con ottimo spirito, cioè il Conservateur de la Restauration Livr. 43 ec. e le Correspondant n. 1, 10 Mars. 1829.