Pagina:Memorie della Accademia delle Scienze di Torino, Tomo XXIX.djvu/727

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DEL OAV. DI S. QUINTINO 2’J7

Capitolo II. Iscrlzioid egiziane delta mummia di Pctemdnofi.

Non tutte le cose clic si sono tletle intorno ai greci epitafl i quali si trovano qualche volta suUe inuintnie il’ Egitto, possouo egualmeiitc convenire alle scritlure egiziane lanto geroglifiche come sacerdotali, che si veilono, non solo siiUe mentovate casse di forma quadrala, ma generalinentc su tulte le mummie d’ ogni eta, sullc lapidi scpolci-ali {l), e sulia maggior pai’le do’ manuscriltt che in quelle inuminic si trovano talvolta rinchiusi. Perclie queste leggeude, dettate unicamente da spirilo di religione e di pieta verso gli estinti, non erano altra cosa se non che lodi, od invocazioni rivolte agli dci tulelari di essi, ovvero misteriose esposizioni di cio che la relinione insegnava intorno alia sorte fulura de’ trapassati. Doveano percio quelle leggende essere necessariamente esposte in lingua nazionale, e con caralteri consacrali dall’uso e dalla religione; ne sarebbe stalo permesso di scriverle in lingua slraniera.

L’ origine di queste sacre iscrizioni si perde nell’ oscuriti dei tempi; il loro iiso fu universale non solamente in Egitto, ma nella Nubia, neir Etiopia, e presso lutti i popoli dimoranli nella valle immensa del Nilo; ne ebbero fine se non col trionfo della religione di Cristo, e col finire delle auticliissime superstizioni di quelle nazioni sorelle. E di cio rendono aperta testimonianza i papiri trovati da noi sulle mumuiie contemporanee ai primi Monarchi della diciottesiina dinaslia, non meuo che il sarcofago che serve d’ argomento a queste noslre considerazioni, e gli altri della medesima epoca, trovali, con csso nel medesimo sepolcro, tutti posteriori di venti secoli a que’ manuscritti.

Non dobbiamo quindi aspettarci di ritrovare nella leggenda geroglifica della mummia di Petemenofi, ne sui papiri che le sono uniti, un’ iutiera ripetizione o volgarizzamento di cio che si e letlo