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Pagina:Neera - La Regaldina, Madella, 1914.djvu/103

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Il signor Giacomo Rossetti che ciondolava già da un’ora intorno agli sposi, accostò Rodolfo in sacrestia e dandogli un forte pizzicotto in una coscia:

— Eh! — disse — non lo abbiamo a fare un brindisi per la vostra felicità?

Due altri amici si avvicinarono per salutare Piero, dandogli la baia che era diventato cittadino. — E tu quando la fai la corbelleria? — gli domandarono, nicchiando.

Pierino rispose con un gesto espressivo, appoggiando il pollice al naso.

— Olà! — interruppe il signor Giacomo Rossetti, preso subitamente dagli scrupoli — siamo in chiesa, ragazzi.

Rodolfo stretto intorno, affollato di domande, un po’ stufo e moltissimo annoiato li accomiatò tutti dicendo: — Venite questa sera da me. Ne berremo un bicchiere alla buona.

Un’ora dopo, intanto che gli sposi si trovavano in casa di Ippolito e che i curiosi un po’ qua un po’ là si erano tutti dispersi, una persona girava ancora, rasentando il muro della casa bianca, fermandosi sotto alle finestre. Era il signor Giacomo Rossetti, che fiutava gli odori della cucina per sapere che razza di trattamento il rosso offriva a’ suoi ospiti.