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| 236 | CAPO IX. |
innanzi Clanis con appellativo dei Toschi[1], sporge in mare il capo o promontorio Circello alto 527 metri sul livello dell’acque: altra volta isola, secondo che si vede fisicamente con certezza indubitabile; e ben lo credeva Varrone[2], e Plinio stesso[3] per autorità di Teofrasto[4]. Ivi sul monte sorgeva la citta di Circeo, dove si veggono ancora le sue rovine.
Gli Etruschi avveduti possessori di queste piagge, sì acconce a navigare nel basso Tirreno, v’introdussero di buon ora l’arti marinaresche, che indi appresso divennero una professione speciale dei paesani Volsci della regione marittima. L’unanime opinione de’ Greci antichi che l’isola d’Aea, mentovata da Omero[5], fosse Circeo nella Tirrenia[6]: il mito stesso della magica Circe quivi trasferito, e gli onori divini che le porgevano i Volsci[7]; son manifesti contrassegni, che i navigatori ebbero molto per tempo notizia di questi luoghi littorali. I Volsci datisi una volta nella marineria, si fecero anch’essi franchi e valenti al pari degli Etruschi: nè men di loro, per uso di corseggiare con legni armati, ebber nome infamato di pi-
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- Pagine in cui è citato Marco Porcio Catone
- Pagine in cui è citato Servio Mario Onorato
- Pagine in cui è citato il testo Odissea
- Pagine in cui è citato Pomponio Mela
- Pagine in cui è citato Marco Tullio Cicerone
- Pagine in cui è citato Marco Terenzio Varrone
- Pagine in cui è citato Gaio Plinio Secondo
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