Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. II.djvu/79

Da Wikisource.

CAPO XXI. 73



tata che i savi di Roma non altronde prendessero la norma della cittadinanza novella che vi fermò lo slato: il nome stesso delle prime tribù romane era etrusco, al dir di Volunnio autore tosco[1]. Uguale distinzione civile avevano stabilita gli Etruschi in Mantova[2], se non ancora in tutte l’altre colonie loro, del pari fondate con materna legge. Medesimamente l’usarono gli Umbri di tanto conformi nel costume agli Etruschi[3]. Né soltanto in Tarquinia[4] e in Arezzo, siccome narrano Dionisio e Livio[5] con autorità di vetusti scrittori, erano uomini plebei e assemblee popolari, ma, vuol ragione, che ordini consimili fossero a un modo statuiti nell’altre città maggiori dell’Etruria centrale. Dove, a che sarebbe servito, come in Vejo[6], l’aver di dentro un Foro senza adunanza di plebe e senza

  1. Varro l. l. iv. 10.
  2. Quia Mantua (Tusco de sanguine vires) tres imbuii populi tribus, quae in quaternas curias dividebantur. Serv. x. 201. Vedi Tom. i. p. 132.
  3. Fatto manifesto per le tavole eugubine, in cui si fa menzione frequente di tribù, curie e centurie.
  4. [testo greco] Ηεὶσας δὲ γὲνος τὸ Ταρκυνιτῶν δωρεαῖς, καὶ δὲ εκεῖνων ἐπὶ τήν εκκλησὶαν παραχθείς. Dionys. v. 3.
  5. Habeo auctores. . . seditionibus tantum Aretinorum campositis, et Licinio genere cum plebe in gratiam reducto. Liv. x. 5. arret. plebs e vetvlonensivm plebs vrbana, sono di più rammentate in una stessa lapide. Gruter. p. mxxix. 7.; Murator. T. ii. p. 1094.
  6. Propert. iv. 10. Mostra di più in sul posto la topografia, che il Foro antico occupava una buona parte del sito, dove di poi fu piantata la nuova Vejo.