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tata che i savi di Roma non altronde prendessero la norma della cittadinanza novella che vi fermò lo slato: il nome stesso delle prime tribù romane era etrusco, al dir di Volunnio autore tosco[1]. Uguale distinzione civile avevano stabilita gli Etruschi in Mantova[2], se non ancora in tutte l’altre colonie loro, del pari fondate con materna legge. Medesimamente l’usarono gli Umbri di tanto conformi nel costume agli Etruschi[3]. Né soltanto in Tarquinia[4] e in Arezzo, siccome narrano Dionisio e Livio[5] con autorità di vetusti scrittori, erano uomini plebei e assemblee popolari, ma, vuol ragione, che ordini consimili fossero a un modo statuiti nell’altre città maggiori dell’Etruria centrale. Dove, a che sarebbe servito, come in Vejo[6], l’aver di dentro un Foro senza adunanza di plebe e senza
- ↑ Varro l. l. iv. 10.
- ↑ Quia Mantua (Tusco de sanguine vires) tres imbuii populi tribus, quae in quaternas curias dividebantur. Serv. x. 201. Vedi Tom. i. p. 132.
- ↑ Fatto manifesto per le tavole eugubine, in cui si fa menzione frequente di tribù, curie e centurie.
- ↑ [testo greco] Ηεὶσας δὲ γὲνος τὸ Ταρκυνιτῶν δωρεαῖς, καὶ δὲ εκεῖνων ἐπὶ τήν εκκλησὶαν παραχθείς. Dionys. v. 3.
- ↑ Habeo auctores. . . seditionibus tantum Aretinorum campositis, et Licinio genere cum plebe in gratiam reducto. Liv. x. 5. arret. plebs e vetvlonensivm plebs vrbana, sono di più rammentate in una stessa lapide. Gruter. p. mxxix. 7.; Murator. T. ii. p. 1094.
- ↑ Propert. iv. 10. Mostra di più in sul posto la topografia, che il Foro antico occupava una buona parte del sito, dove di poi fu piantata la nuova Vejo.