ALLA stagion che il mondo foglia e fiora
Accresce gioia a tutti i fini amanti:
Vanno insïeme alli giardini allora
Che gli augelletti fanno nuovi canti:
La franca gente tutta s’innamora,
Ed in servir ciascun traggesi innanti,
Ed ogni damigella in gioi’ dimora,
A me m’abbondan marrimenti e pianti.
Chè lo mio padre m’ha messa in errore,
E tienemi sovente in forte doglia:
Donar mi vuole, a mia forza, signore.
Ed io di ciò non ho disio nè voglia.
E in gran tormento vivo a tutte l’ore:
Però non mi rallegra fior nè foglia.
LASCIAR vorría lo mondo, e Dio servire,
E dipartirmi d’ogni vanitate,
Però che veggo crescere e salire
Mattezza e villania e falsitate;
Ed ancor senno e cortesia morire,
E lo fin pregio e tutta la bontate;
Ond’io marito non vorría nè sire,
Nè stare al mondo per mia volontate.
Membrandomi ch’ogn’uom di mal s’adorna,
Di ciaschedun son forte disdegnosa,
E verso Dio la mia persona torna.
Lo padre mio mi fa stare pensosa,
Chè di servire a Cristo mi distorna:
Non saccio a cui mi vol dar per isposa.