Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4086
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* Implicito as. Vedi Forcellini (2 mag. 1824).
* Che da’ participi passati della prima si facciano i continuativi o frequentativi in itare piuttosto che in atare, non dee parer maraviglia quando si consideri l’uso latino di scambiare per regola l’a in i breve, in tante altre cose, come ne’ composti (facio jacio - conficio, conijcio ec.) ec. Oltre che anche nella prima v’ha molti supini e participii passati in itus, de’ quali altrove, come domitus ec. (2 mag. Domenica. 1824). Anche l’ae in i. Ae-quus in-i-quus.
* En tanto que. D. Quijote ed. Madrid 1765. t. IV, p. 325. 334. piú volte (4 maggio 1824).
* Il verbo stare, che ha tanta relazione al verbo esse per l’uso, pel significato, alcune volte sinonimo ec. che in italiano supplisce col suo participio al difetto del verbo essere, e spesso si usa altresí, come anche piú nello spagnuolo, in luogo di questo verbo, ec. non ha tuttavia nessunissima relazione grammaticale con lui, senza la mia osservazione che lo fa derivare da un antico participio o supino di sum. Similmente in greco ἵστημι, στάω, ec. che in se, e ne’ loro composti e derivati, e nel lat. sisto che ne deriva, e suoi composti, come exsisto, subsisto, exsistentia ec. e nella voce ὑπόστασις (substantia, subsistentia ec.) , ha tanta relazione col verbo essere, non ha alcuna attinenza grammaticale con lui, senza la mia osservazione che lo fa derivare dal lat. sto, derivato da sum. Anche i composti e derivati di sto (come exsto, exstantia, substantia, substantivus, substo ec. ec.) manifestano nel significato ec. grandissima relazione col verbo essere (4 maggio 1824).