Poesie italiane/Amoroso III

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Dopo l'acerba del mio Sol partita,
Ond'io qua giù restai cieco e dolente,
Pietosa del mio mal, non sa la gente
       4Come ancor possa rimaner in vita;

Lunge da quella alta beltà infinita
Viver già non potrei più lungamente,
Se l'infelice innamorata niente
       8Al cor trafitto non porgesse aita;

Essa de l'alma gloriosa e bella
Cerca i vestigi, e dal desio sospinta,
       11Ne vola in traccia in questa parte, e in quella.

Già saria giunta ove di gloria è cinta,
Se non tardasse il corso ad ogni stella,
       14Dove sempre le par che sia dipinta.

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