Già nell’umido seno

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Tommaso Crudeli

XVIII secolo G Canzoni Letteratura Già nell’umido seno Intestazione 9 luglio 2014 75% Da definire

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Canzone


Già nell’umido seno
il sol chiaro e sereno
tenea l’amabil Teti,
e i minori pianeti
5e l’argentata luna
vincean la notte bruna.

Quand’io ferito il cuore
d’ardentissimo amore,
lasciai l’odiate piume,
10ed al notturno lume
verso le fortunate
care mura beate,
ove il mio ben risiede,
drizzai tacito il piede.

15Girai tre volte e sei,
né vidi mai colei,
che qual ridente stella
l’ombre disperge e abbella
colla sua luce pura
20la fosca notte oscura.

Indi acceso di voglia
in sulla fredda soglia
posai languido e stanco
il travagliato fianco,
25e fra me sospirando
dicea bramoso: - E quando,
Nina, veder mi fai
i tuoi lucenti rai?

Nina cara amorosa,
30in questa notte ombrosa,
Nina gentile e vaga,
i miei desiri appaga! -
E qui s’illanguidiro
le palpebre e si uniro,
35e ‘l sonno dolcemente
nell’affannata mente
di nera ombra letea
ogni cura aspergea.

Quand’ecco a me d’avante
40in pietoso sembiante
(oh sogno almo e beato,
sogno soave e grato!)
giunse vaga e serena
a sedar la mia pena
45la beltà pellegrina
della mia cara Nina,
c’ha nel volto gentile
tutti i fiori d’aprile,
nelle labbra ridenti
50perle e rubini ardenti,
nelle mammelle intatte
la bianchezza del latte,
e nelle luci belle
lo splendor delle stelle.

55Allora in atto umano
stese la bianca mano
sulla mia testa china,
e crollandola: - Inclina
(disse) la notte omai,
60e tu dormendo stai?
Svegliati, ch’io son teco,
e sul vicino speco
dove uom mai non vegghiamo,
andiam, mia vita, andiamo -.

65Indi tutta cortese
per mano ella mi prese,
ed io guardando fiso
quell’angelico viso
stringea la delicata
70dolce mano adorata,
e dirle mi parea:
- Mia bellissima dea,
dolcissimo ben mio,
io pur, come desio,
75son teco, e te rimiro,
e teco ardo e sospiro.
Teco verrò nel mare,
qualor più fiero appare,
teco nel monte etneo,
80qualor il gran Tifeo
dal grave peso stanco
muta l’immenso fianco;
e quando ancor tu voglia
in sull’orrenda soglia
85delle tartaree porte
incontrerò la morte -.

Allor sorrise un poco,
e mi disse: - Nel fuoco
vo’ condurti, o mio core,
90ma nel foco d’amore;
nel mare, sì nel mare,
qualor più fiero appare,
vo’ condurti a diletto,
ma nel mar del mio petto.
90Alla morte, alla morte,
ma non già nelle porte
dell’infernale ardore,
alla morte d’amore.