Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/294

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286 i tre tiranni

          porque, al fin de todo, sii unidad
          es asimismo de todo el mondo
          y de nuestra santa fé.
          Demofilo  Gli è certo:
          che sempre, uniti i capi de le cose,
          stanno unite anche lor; tanto piú quelle
          che da quelle son rette e governate
          come è ’l mondo da lor. Portali cena;
          che passa il tempo, cosi, ragionando,
          che non si vede.

SCENA II

Pilastrino, ricercando qualche suo amico vecchio per mangiar seco, si imbatte in Girifalco e, per ire a cena seco, lo invita a cenar con lui; ed è dal vecchio scorto, onde il disegno vien fallato.

Pilastrino, Girifalco.

          Pilastrino  Che farai istasera,
          Pilastrino? S’accosta ora di cena,
          e tu in casa non hai né pan né fuoco.
          Sono ora in piazza. Lasciami cercare
          se trovassi qualcun di questi miei
          gamici vecchi; e non avrò a comprare:
          ch ’oramai m’incomincia a increscer troppo,
          cosi mi truovo stretto di danari,
          poi che Crisaulo mi fé’render quello
          I ch’era mio di ragione! Or, come spendo
          un quattrino, mi par che mi sia tratto
          un dente de’ migliori che abbia in bocca,
          che gli ho piú cari la metá che gli occhi.
          Ma guardo pure e non ci veggio alcuno.
          Quel non è Girifalco? Orsú ! Mi voglio
          apparecchiare a una magra cena.
          Girifalco da ben, Dio ti contenti.