Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/336

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328 gl’ingannati


Lelia. Alla tavola, alla camera. E conosco essergli venuta, in questi quindici di ch’io l’ho servito, in tanta grazia che, se in tanta gli fusse nel mio vero abito, beata a me!

Clemenzia. Dimmi un poco: e dove dormi tu?

Lelia. In una sua anticamara, sola.

Clemenzia. Se, una notte, tentato dalla maladetta tentazione, ti chiamasse che tu dormisse con lui, come andarebbe?

Lelia. Io non voglio pensare al mal prima che venga. Quando cotesto fusse, ci pensarei e risolvereimi.

Clemenzia. Che dirá la gente, quando questa cosa si sappia, cattivella che tu sei?

Lelia. Chi lo dirá, se non lo dici tu? Or quello ch’io vorrei che tu facesse è questo (perch’io ho veduto che mio padre tornò iersera e dubito che non mandi per me): che tu facesse si che, fra quattro o cinque giorni, non ci mandasse; o gli desse ad intendere ch’io sono andata con suor Amabile a Roverino e, fra questo tempo, tornare.

Clemenzia. E questo perché?

Lelia. Ti dirò. Flamminio, com’io ti dissi poco fa, è innamorato d’Isabella Foiani e spesso spesso mi manda a lei con lettere e con imbasciate. Ella, credendo ch’io sia maschio, si è si pazzamente innamorata di me che mi fa le maggior carezze del mondo; ed io fingo di non volerla amare, se non fa si che Flamminio si levi dal suo amore; e ho giá condotta la cosa a fine. Spero, fra tre o quattro giorni, che sará fatto e che egli la lasciará.

Clemenzia. Dico che tuo padre m’ha detto ch’io venga per te; e ch’io voglio che tu te ne venga a casa mia, che mandarò pe’ tuo’ panni; e non voglio che sia veduta cosi, se non che dirò ogni cosa a tuo padre.

Lelia. Tu farai ch’io andarò in luogo che mai piú mi ve^ drete né tu né egli. Fa’ a mio modo, se tu vuoi. Ma non ti posso finir di dire ogni cosa. Sento che Flamminio mi chiama.

Signore! Aspettami fra un’ora in casa, che ti verrò a trovare.

E sai? abbi avertenzia’ che, domandandomi, mi chiami FaJ dío degli Alberini, che cosí mi fo chiamare; si che non errare.

Vengo, signore! Addio.