Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/15

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cantare primo 9

16
Uno animal cosí feroce e visto,
che non si vidde mai tra l’altre fiere,
che colla branca quel ronzin fe’ tristo,
che morto cadde sotto al cavaliere.
Gherardin chiama forte: — Iesú Cristo,
ora m’aiuta, che mi fae mestiere! —
E da Marco non potea avere aiuto,
però che avea ogni valor perduto.
17
E Gherardin si levò prestamente:
colla sua spada giá non fece resta,
e ferí l’orso nequitosamente:
davali un colpo di sopra la testa,
che lo fendeva infino al bianco dente;
e Marco Bel di ciò facea gran festa!
E nel cader, disse l’orso: — Donzello,
tu hai morto il signor d’esto castello! —
18
E Gherardin, ch’avea la bestia morta,
maravigliossi che l’udí parlare:
nella sua mente tutto si conforta.
A quel palagio presono ad andare;
e, quando fumo giunti a quella porta,
e Marco Bello incominciò a picchiare,
la porta fue aperta immantanente:
ma chi l’aperse non videro neente.
19
Dismontarono e fûr sopra alla scala
que’ che l’un l’altro ma’ non abandona.
E, quando fûrno giunti in su la sala,
non vi trovâr né bestia né persona.
In quello tempo lo freddo non cala.
Uno con l’altro insieme si ragiona.
Per tal maniera dimorando un poco,
ad un cammin vidon racceso un fuoco.