Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/246

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36
Voglio, Santa Corona, che vi piaccia
di pregare il Signor che mi conceda,
eh’un figliuolo col mio marito faccia,
che del tesoro mio rimagna reda. —
Il Padre santo disse: — Va’, procaccia,
ché ’l ventre tuo avrá di corto preda. —
Ed ella se ne andò con gran letizia
ad albergo, al Castel della milizia.
37
Quando l’imperadore ebbe spiato
ch’eil’era sciolta sanza suo pregare,
subitamente a cavai fu montato
ed all’albergo l’andò a visitare.
E la reina l’ebbe ringraziato,
ed e’ si parte sanza dimorare,
e manda alle milizie pel maestro
de’ cavalier, sempre alla guardia presto.
38
E disseli:—Tu hai molto fallito,
che la reina ha’ messa in tal fortezza;
ma guarda pur che tu non sie tradito,
ch’ella vuol prender la romana altezza;
ché seco ha gente per cotal partito
la piú fiorita che sia di prodezza,
e Roma vuol, per aver lo papato
e per signoreggiare lo ’mperiato. —
39
Disse il maestro: — Tal cosa m’è nuova.
Ma non temete per cotal cagione;
ché, se di ciò si metterá alla prova,
farò sonare ad arme lo squillone.
Quando suona al bisogno, si ritrova
trenta milizie d’uomini in arcione,
e cento legion di popol franco,
che a sua difesa non si vede stanco.