Pagina:AA. VV. - Il rapimento d'Elena e altre opere.djvu/163

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tori, poichè un sol corpo, ed una sola figura hanno a perfezion lavorata da molti colori, e corpi, la vista dilettano; ma la struttura de' simolacri, e la formazion delle immagini a misura, che rendono agli occhi gioconda visione, così pur fanno d'una cosa fuggire, e d'un'altra desiderare l'aspetto. Molti in somma sono coloro, ne' quali da molti oggetti s'eccita amore, e desiderio.

Qual maraviglia adunque, se l'occhio d'Elena dilettatosi del corpo di Paride1 un certo ardore, e veemenza d'affetto nel di lei animo cagionò? O egli è un Dio, che servesi del poter degli Dei; e come sarà capace un inferior di scacciarlo, ed un mortal di resistergli? O è questo un morbo degli uomini, e un'ignoranza dell'anima, e non come peccato dovrà riprendersi, ma riputarsi disgrazia. Sorpresela questa, sì la sorprese per insidie all'anima ordite, non già per deliberazion della mente; per necessità d'amare, non per disposizioni da lei meditate. Come mai dunque la riprensione d'Elena può giusta chiamarsi? la quale o presa fosse da amore, o da parole convinta, o per violenza rapita, o da divina necessità sforzata, ad ogni modo senza colpa rimase.

Io con parole ho levata a questa Donna l'infamia: in quella legge mi son fermato, che

  1. Avea però detto di sopra, ch'ei non voleva altramente chiamar per nome il rapitore d'Elena.