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Pagina:AA. VV. - Il rapimento d'Elena e altre opere.djvu/171

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o( CXXXVII )o

altri affermando, che la fortezza d’animo, [1] la sapienza, e l’equità sono una sola, e medesima cosa; e che nessuna di queste virtù abbiamo dalla natura, ma che l’arte sola per ogni cosa richiedesi; altri fra risse totalmente s’esercitano, le quali siccome a niente giovano, così agli Uditori solamente capaci sono di recar pregiudizio. Comechè però io vedessi, che sì fatte inezie a’ giorni nostri introdotte sono nell’eloquenza, e che costoro per la novità de’ ritrovamenti vanno fastosi, non ho mai voluto in me stesso far di loro concetto alcuno. Chi ora è così indietro nell’erudizione, il quale non sappia, che [2] Protagora, e tutti gli altri Sofisti [3] de’ tempi suoi, piene appunto di tali, e di più intricate cose le loro opere ne hanno

  1. τ᾽ ἐπίμικτος ἐριζέμεναι εὖ εἰδῶς. Tanto fu stimata però la sua filosofia, ed eloquenza, che volgarmente chiamato era σοφία, e λόγος.
  2. Costoro avean da principio gran credito appresso a’ Greci. Non erano nè Filosofi, nè Oratori, e sebbene avean concetto d’esser uomini saggi, si guardavan però dal chiamarsi σοφοί, per esser nome troppo arrogante. Avendo poi molto empie dottrine verso gli Dii pubblicate, e rendutisi contenziosi, e superbi verso degli uomini, la stima perdettero, e furono comunemente aborriti. Molti scrissero contro di loro, tra’ quali una singolar Orazione il nostro Isocrate.