Pagina:AA. VV. - Il rapimento d'Elena e altre opere.djvu/225

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o(clxciii)o

     Volte sessanta Verginelle, e tutte
     Giovani Donne, al paragon se tratte
     D’Elena siam, noi tutte in volto abbiamo
     40Alcun difetto. Qual nascente Aurora,
     Che ceder fa la veneranda Notte,
     A l’apparir de la Stagion più chiara,
     Che ’l verno sgombra; entro di noi splendeva
     L’impareggiabil Donna, altera, e grande.
     45E qual s’alza ne’ campi il solco, e quale
     E’ il Cipresso ne l’orto, o va nel corso
     Tessalo1 corridor; tal fregio a Sparta
     La di guance rosate Elena accresce.
     Non v’è chi tali sul panier dipinga
     50Opre, quant’Ella, o chi più taglj accorta
     Da le lunghe forchette in su l’industre
     Tela lo stame col fuscel tessuto:
     Chi toccar sappia al par di lei la cetra,
     O cantar vuol Diana, ovver la d’ampio
     55Petto Minerva: ogni Amorin fra gli occhi
     D’Elena siede. O bella, o graziosa
     Vergine! Ah tu più vergine non sei.
     Noi verremo al mattin, verremo al corso,
     E a le foglie de’ prati a farne serti
     60Dolce-odorosi, e avrem di Te memoria,
     Elena, come le lattanti agnelle,
     Che a la poppa materna ognor son tratte.
     Noi prima un serto col cresciuto in terra
     Loto2 intrecciando a Te, farem, che stia

  1. Erano assai in credito appresso a’ Greci i Cavalli di Tessaglia, e primi furono in quel paese i Centauri, che Cavalli domarono, e vi montaron sul dorso.
  2. Loto è un’erba, dice Suida, d’odor soave, che alcuni chiamano Myrcloto. Omero la nomina tra l’erbe la prima, che reca piacere agli Dei. E’ anche una pianta in Affrica di frutti sì dolci, che a’ Forestieri fa obbliare la Patria. Perciò i compagni d’Ulisse avendogli in que’ paesi gustati, non volevano per alcun modo alla lor Patria tornare. Così favoleggia Omero Odis. 9. Lotofagi si chiamavan coloro, che unicamente di questi frutti vivevano, da cui ne formavano anche il vino. Abitavano questi nella spiaggia de’ Gindani, secondo Erodoto lib. 4., che assomiglia la grandezza di questi frutti a un lentisco, e la dolcezza a que’ delle palme.