Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/177

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paolo giordano orsino 171

IV

LA BUGIA

     La bugia non mai sola; uno squadrone
ha sempre in compagnia de la sua setta,
che le va dietro o innanzi, e l’interdetta
strada corre con essa a perdizione.
     Se non ha gran memoria, è confusione;
se tra nemici sta, calunnia è detta;
s’alberga tra gli amici, è barzelletta;
se versa circa ai grandi, adulazione.
     Riso, pianto e parlar non è sincero
sempre in noi; ma il vestir verace addita
se teniamo dal franco o da l’ibero.
     Questo nostro costume non imíta
giá la bugia: ella è contraria al vero
e va di veritá sempre vestita.

V

LA CITTÀ

     Ne le cittadi ove i monarchi han sede,
disusato è pel tristo il bon sentiero;
fassi solo apparir per bianco il nero,
oprar fortuna e non virtú si vede.
     Quivi al torto ragion soggiace e cede,
il doppio cor conculca il cor sincero,
l’interesse l’onore, il falso il vero,
l’odio l’amor, l’infedeltá la fede.
     Teco piange il tuo mal chi gusto n’ebbe,
ti promette favor chi vòl vendetta,
arride a te chi ’l pianto tuo vorrebbe.
     Ti dá il buon di chi il tuo mal anno aspetta
e ti saluta chi ti caverebbe
piú volentieri il cor che la berretta.