Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/191

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

anton maria narducci 185

ANTON MARIA NARDUCCI


I

LA VESTE E LA GHIRLANDA

     Qualor di veste serica trappunta
d’una ricca di stelle aurea tempesta,
donna, adivien che le tue membra vesta,
notte mi sembri in bruno carro assunta.
     Ma se poi veggio a quelle stelle aggiunta
primavera di fior su l’aurea testa,
allor dico fra me: — L’aurora è questa,
che fregiata di fior ridendo spunta. —
     E si m’aggrada per mia dolce pena
mirar costei, che pur m’ha il cor piagato,
di mille fior, di mille stelle piena,
     ch’io, con un giorno sí ridente e grato
e con notte sí bella e sí serena,
dormirei lieto e veglierei beato.