Pagina:AAVV - Lettere inedite di santi, papi, principi, illustri guerrieri e letterati, 1861.djvu/20

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parte solamente, ma in tutto il Stato di V. E. desidero io grandemente che nostra minima Compagnia si adoperi in seruire a V. E. in seruitio di Jesu Christo et aiuto dell’anime, per che non uedo cosa di più importantia, nè doue più potessimo satisfare alla anticha obbligatione che tutti teniamo a V. E. et alla casa sua, che in pigliar questa parte del peso di V. E. secondo le nostre debole forze. Et perciò io feci mentione qui in Roma a V. E. di far un collegio in Ferrara quale fosse uno seminario onde uscessino continuamente noui operarij nella detta uigna. degnisi il signor di quella che con pretio tanto grande l’ha comprata, et con tanta spesa et fatica cultiuata, regere V. E. col lume suo infallibile in tutte le cose sue, acciò cerchi et troui in quelle la gratia diuina et eterna salute sua et delli subditi suoi, et a tutti ci dia gratia copiosa per sentire la sua santa uoluntà et gratia per adimpirla perfettamente. Amen.

Di Roma 31. di maggio 1550.

D.                                        V.                                        E.


Humill. et perpetuo seruo nel Signor Nostro
IGNATIO L.1


All'Eccellentissimo et lllustrissimo signore
il signor DUCHA DI FERRARA mio in Christo

signore ossequiatissimo.
  1. Nato a Loyola in Biscaglia nel 1491, morto a Roma nel 1556; fondò nel 1534 a Parigi l'Ordine dei Gesuiti, approvato da Paolo III nel 1540.