Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/397

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sofia ancora si nega 391

umani tanto somigli a quella somma bellezza, perché ancora in questa reciprocazione amorosa non gli vuoi somigliare?

Sofia. Né in questo credo molto dissomigliarmi; però che, cosí come ella non retira l’amante ad altra unione che a quella spirituale de la mente, e però lo riama, cosí io non voglio negare che non t’ami e desideri l’unione de la mente tua, non [di] quella con la mia, ma [de] la mia con quella come con piú perfetta; e di questo non puoi dubitare, attento la sollicitudine mia a contemplare li concetti de la tua mente e a fruire la tua sapienzia, in che grandissima dilettazione ricevo. De l’altra unione corporea, che sogliono desiare gli amanti, non credo né vorria che in te né in me si trovasse desiderio alcuno: però che, cosí come l’amore spirituale è tutto pieno di bene e bellezza, e tutti li suoi effetti sono convenienti e salutiferi, cosí il corporeo mi credo sia piú presto gattivo e deforme, e gli effetti suoi per la maggior parte molesti e nocivi. E perché meglio di questo ti possa rispondere, dimmi, ti prego, come giá mi hai promesso, degli effetti de l’amore umano, quali sono li buoni e laudabili e quali perniziosi e vituperabili, e quali di questi fanno maggior numero; perché con questo resto finirai d’uscire di tutti gli oblighi che m’hai per le tue promesse.

Filone. Veggo, o Sofia, che per fuggire da le mie giuste accusazioni mi domandi pagamento di resto d’obligo. Mi ricordo in ciò averti dato ambigua promissione: al presente ben vedi che non è tempo di pagare, ché molto abbiamo tardato in questa confabulazione de l’origine de l’amore, e giá è tempo di lasciarti riposare. Pensa di pagare tu a me li debiti che amore ragione e virtú t’obligano; che io, se potrò avere tempo, non mancarò di pagarti quello in che la mia promissione e servitú verso di te amorosa m’obligano. Vale.