Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/40

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34 i - d’amore e desiderio

desiderio di crescere sempre il conoscimento e amor divino. Del qual crescimento l’uomo ha sempre possibilitá, da la parte de l’oggetto conosciuto e amato; benché da la parte sua potria essere fussero determinati tali effetti in quel grado che l’uomo piú innanzi non può arrivare; o vero che, ancor dipoi de l’essere ne l’ultimo grado, gli resta impressione di desiderio per sapere quel che gli manca, senza posservi mai pervenire, ancor che fusse beato per l’eccellenzia de l’amato oggetto sopra la potenzia e abito umano. Benché tal restante desiderio ne’ beati non debbe causare passione per il mancamento; poiché non è in possibilitá umana aver piú; anzi gli dá somma dilettazione l’essere venuti ne l’estremo de la sua possibilitá e nel conoscimento e amor divino.

Sofia. Poi che siamo venuti a questo, vorria sapere in che modo consiste questa beatitudine umana.

Filone. Diverse sono state l’oppinioni degli uomini nel suggetto de la felicitá. Molti l’hanno posta ne l’utile e possessione de’ beni de la fortuna e abbundanzia di quelli fin che dura la vita. Ma la falsitá di questa oppinione è manifesta: perché simili beni esteriori sono causati per li interiori; di modo che questi dependono da quelli, e la felicitá debbe consistere ne li piú eccellenti; e questa felicitá è fine de l’altre e non per nessuno altro fine; ma tutti son per questo, massime che simili beni esteriori sono in potere de la fortuna, e la felicitá debbe essere in potere de l’uomo. Alcuni altri hanno avuta diversa oppinione, dicendo che la beatitudine consiste nel delettabile: e questi sono l’epicurei, quali tengono la mortalitá de l’anima, e nissuna cosa credono essere felice ne l’uomo escetto la dilettazione in qual si voglia modo. Ma la falsitá di questa loro oppinione non è ancora occulta: perché il delettabile corrompe se medesimo quando viene in sazietá e fastidio, e la felicitá dá intero contentamento e perfetta satisfazione. E di sopra abbiamo detto che ’l fine del delettabile è l’onesto; e la felicitá non è per altro fine, anzi è causa finale d’ogni altra cosa. Sicché senza dubio la felicitá consiste ne le cose oneste e negli atti e abiti de l’anima intellettiva; quali sono li piú