Pagina:Alamanni - La coltivazione.djvu/336

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320 BACCO

     Madre gli fu quella scoscesa balza,
     Dove l’annoso fiesolano Atlante,
     455Nel più fitto meriggio e più brillante
     Verso l’occhio del sole il fianco innalza.
     Fiesole viva, e seco viva il nome
     Del buon Salviati, ed il suo bel Maiano:
     Egli sovente con devota mano
     460Offre diademi alle mie sacre chiome,
     Ed io lui sano preservo
     Da ogni mal crudo e protervo;
     Ed intanto
     Per mia gioia tengo accanto
     465Quel grande onor di sua real cantina
     Vin di val di Marina.
     Ma del vin di val di Botte
     Voglio berne giorno e notte,
     Perchè so che in pregio l’hanno
     470Anco i maestri di color che sanno:
     Ei da un colmo bicchiere e traboccante
     In sì dolce contegno il cuor mi tocca,
     Che per ridirlo non saria bastante
     Il mio Salvin, c’à tante lingue in bocca.
     475Se per sorte avverrà, che un dì lo assaggi
     Dentro a’ Lombardi suoi grassi cenacoli,
     Colla ciotola in man farà miracoli
     Lo splendor di Milano, il savio Maggi.
     Il savio Maggi d’Ippocrene al fonte