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LA PASSIONE

D'UN GENTILUOMO VENEZIANO

II «magnifico» gentiluomo Alvise Pasqualigo...

Non vi aspettate una fastidiosa novella in vecchio stile e vecchia forma. No, è un racconto di amore che si può dire di ieri e d’oggi. Perchè, come la passione è eterna nella sua vicenda di colpa e castigo — il castigo che la colpa ha in sè stessa — così ne è vera, e viva, e commossa, e attraente l’espressione, quando è sincera e priva di letteratura. E se qualche cosa varia, varia nel costume e nell’ambiente: ciò che giova nell’apparenza della novità.

Dunque il magnifico gentiluomo Alvise Pasqualigo, tornato dopo lunga assenza a Venezia, incominciò a scrivere lettere a madonna Vittoria: per non darle noia sette anni era stato lontano da lei; tre anni aveva errato per il mondo in vana ricerca di svaghi; sperando che lei almeno gli concedesse di svelarle a voce alcuni segreti, era tornato in patria.