Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. II, 1966 – BEIC 9707880.djvu/10

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4 rime





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     Quel primo antico sai’ ch’Amor dipinse
nudo fanciullo coll’ale ventose,
(non ebbe mani pur maravigliose?)
e dolci agli occhi poi quel velo acinse,
     5certo costui Amor troppo ben finse,
ché vide amanti mai poter ascose
tener suo voglie giovinili, e puose
che lume in lui di ragion ma’ vinse.
     Diedegli face, strali in mano ed arco,
10co’ qual da lungi ed ascoso ferisce;
tien dolce pena, al cor meror eterno,
     sforza chi ’l fugge, e chi ’l segue nutrisce
di speme incerta, e mai lo soffra scarco
d’infiniti sospetti e nuovo scherno.