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rime 9





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    Nessun pianeta che possegga il cielo
mai potrà quel che non potette morte.
Stringonmi e’ lacci, que’ con che mia donna
già priva fe’ di libertà mia vita,
5quando qua giù ella lustrava al mondo
non men cogli occhi ch’or si faccia il sole.
     Ardon le vive fiamme di quel sole
che spesso mi facean sprezzare il cielo,
poi che sì bella cosa vidi al mondo.
10Vive el bel viso ancora, quel che morte
si crese aver privato d’ogni vita,
sol per farmi suggetto ad altra donna.
     Quello angelico aspetto di mia donna
facea ristar a vagheggiarla il sole,
15tanto gli piacque di vederlo in vita.
Però cercò d’averla seco in cielo.
Ebbela el ciel, ma non patì che morte
di tal tesoro mai privasse il mondo.
     Onde s’i’ cerco e’ luoghi qui nel mondo
20dove io solea onorar mia donna,
gli veggo ancor risprender, benché morte
spegnesse que’ begli occhi onde uscì el sole
che scaldò prima me ch’ornasse il cielo
e vuol nutrir persin ch’io lasci vita.
     25Ancora il nome suo triunfa in vita,
e non è sazio di lodarla el mondo.
Son qui tra noi, non son seco nel cielo