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rime 47





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     Per li pungenti spin, per gli aspri istecchi,
per le turbe marin, per cruda guerra
dove io mi varchi, un pensier mi sotterra
e vuol che innanzi tempo imbianchi e ’nvecchi.
     5Tanto son fatti e’ miei pensier parecchi,
che sì e no nel capo mi s’aferra,
quand’un si chiude e l’altro si riserra,
onde di duol mestier sarà ch’io assecchì.
     Ma tu, padre sincer, che l’opre e ’l core
10cognosci di noi gente maladetta,
che non provedi a tanto nostro errore?
     La tu’ iustizia che tanto s’aspetta,
ben dice Dante, ond’io prendo vigore:
la spada di lassù non taglia in fretta.