Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/14

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12 de pictura – libro primo

costati, fanno superficie. Ed è superficie certa parte estrema del corpo, quale si conosce non per la sua alcuna profondità, ma solo per sua longitudine e latitudine e per sue ancora qualità. Delle qualità alcune così stanno perpetue alla superficie che, se non alteri la superficie, nulla indi possano muoversi. Altre sono qualità tali, che rimanendo il medesimo essere della superficie, pur così giaciono a vederle che paiono a chi le guarda mutate. Le qualità perpetue sono due. L’una si conosce per quello ultimo orlo quale chiuda la superficie, e sarà questo orlo chiuso d’una o di più linee. Sarà una la circulare; saranno più come una flessa e una retta, o insieme più dritte linee. Sarà circulare quella quale inchiude uno circolo. Sarà circolo forma di superficie quale una intera linea quasi come una ghirlanda l’avvolge; e se qui in mezzo sarà uno punto, qualunque linea da questo punto sino alla ghirlanda sarà d’una mensura all’altre equale, e questo punto in mezzo si chiama centrico. Quella linea dritta, la quale coprirà il punto e taglierà in due luoghi il circolo, si dice appresso de’ matematici diamitro. Noi giovi chiamarla centrica. E qui sia da’ matematici persuaso quanto essi dicono, che niuna linea segna alla ghirlanda del circolo angoli equali se non quella una quale dritta cuopra il centro.


3.    Ma torniamo alla superficie. Qui vedi che mutato l’andare dell’orlo la superficie muta e faccia e nome, e quello si dicea triangolo ora si dirà quadrangolo o di più canti. Dicesi mutato l’orlo se le linee o vero gli angoli saranno più o meno, più lunghi, più corti, più acuti o più ottusi. Questo luogo ammonisce si dica degli angoli. Dico angolo essere certa estremità di superficie, fatto da due linee quali l’una l’altra seghi. Sono tre generi d’angoli: retto, ottuso, acuto. L’angolo retto sarà uno de’ quattro fatti da due rette linee ove l’una sega l’altra in modo che di loro ciascuno sia equale all’altro. Di qui si dice che tutti gli angoli retti