Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/208

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altri notati e tenuti a mente. E sono questi medesimi d’animo superbo e mente altiera, e spesso più cose vogliono per forza che per amore. E parmi poca prudenza amare questi oziosi e inerti, e’ quali per disagio di faccende fanno l’amore suo quasi essercizio e arte, e con sue perucchine, frastagli, ricamuzzi e livree, segni della loro leggerezza, vagoli e frascheggiosi per tutto discorrono. Fuggiteli questi, figliuole mie, fuggiteli, però che questi non amano, ma così logorano passeggiando il dì non seguendo voi ma fuggendo tedio. E quello che dicono a te, simile dicono a quante l’incontrano. E quello che dell’altre dicono a te, non dubitare, simile dicono di te, o vero o falso che sia. E parmi biasimo, qual forse fanno alcune, darsi a contadini, vetturali o servi, però che queste così fanno sé serve di persone vili e villane. Estimano questi infimi e mercenari uomini ivi nobilitarsi ove pubblico divulghino sé essere accetti a qualche gentile e magnifica madonna. E sotto ombra di religione amare chi pe’ pulpiti palese abbaiando sgridi e biasmi quello di che in occulto te prieghi, a me pare non biasmo solo ma infortunio. Questi adunque quali raccontai, troppo ricchi, troppo belli, troppo fortunati, troppo adornati, o troppo vili, sono a bello e bene amare non utili.

Ora investigheremo quali siano utilissimi amatori. Non dubitate, fanciulle molto leggiadrissime, che uno amante non povero né sozzo né disorrevole né vile sarà ottimo a cui fidiamo il nostro amore. Questo vero quando in lui sia prudenza, modestia, sofferenza e virtù. E fu natura e volontà mia sempre cupida ad amare persona quale io udissi studiosa di buone arti, litterata e ornata di molte virtù, simile a quel mio primo signore, da me più che me stessa troppo amato; lui di persona e d’aspetto bello, gentile, signorile, delicato e pieno di maravigliosa umanità; lui d’ingegno sopra tutti i mortali quasi divino; lui copiosissimo d’ogni virtù a qualsisia supremo principe dignissima; destro, robusto della persona, animoso, ardito, mansueto e riposato; tacito, modesto, motteggioso e giocoso quanto e dove bisognava; lui eloquente, dotto e liberale, amorevole, pietoso e vergognoso, astuto, pratico, e sopra tutto fidelissimo; lui in ogni gentilezza prestantissimo, schermire, cavalcare, lanciare, saettare, e a qual vuoi simile cosa