Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/210

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que più che una volta le guardi, e a tutti fermano gli occhi e godono essere accerchiate da molti badeggiatori, e credono tanto essere belle quanto da molti sieno molestate. Non è lodo di bellezza, no, figliuole mie, avere grande essercito di chi v’assedi, ma sapere, ornata non meno di umanità e facilità che d’oro e di purpura, farvi amare e riverire. Un solo lume fa vera e intera ombra, quale più lumi attorno la guastano. Così non da molti, ma da un solo fermo e fedele amante segue intero e dolce amore. E interviene che ’l pollo quale continuo razzoli in tutte le polveruzze, poi la notte dorme mal satollo. Giovi adunque a chi ama spendere sua opera solo dove truovi da nutrire il suo amore. E quale poco prudente non considera quanti incommodi e danni stia al suo amore avere l’animo più che a uno solo affezionatissimo? Sappiate, fanciulle, el perfetto amore essere cosa immortale né potersi dividere, ché se ne facessi parte ad altri, quel che mancassi el renderebbe imperfetto e male intero; e chi così ne fa più parti, rompe l’amor, non ama; e chi non conserva amore, merita non essere amata; e felice quella fanciulla, quale amando uno solo, mai arà suo petto vacuo d’amoroso pensiero. Continuo amore, continuo sollazzo a chi sa amare. E quando ogni altra ragione qui fusse vana e falsa, pensi ora qui ciascuna di voi in tanta moltitudine di seguaci quanto mai possa perseverare amando, non dico tutti o più, ma pure un solo. Se tu presti occhi e fronte a tutti, questa opera t’è quasi infinita faccenda e servitù, ove se tu manchi più a uno che a un altro, subito fra loro nascono invidie, odi e nimistà; sentonsi dipoi attorno l’uscio tuo per te fatti strepiti, risse, zuffe; senne in biasimo del vulgo, mal grata a tutti, e disonorata. Poi appresso non manca chi, o per dare molestia al suo avversario, o per gloriarsi di te, quasi vendicandosi che meno l’accetti che a lui non pare da te meritare, falso afferma avere ricevuti tuoi doni e lettere e altre ancora più secrete amatorie cose. Credonsi, diconsi, odine richiami, vivine con sdegno e tristezza; e così dell’altrui inimicizie ogni vendetta torna pure in tuo danno. E quando ancora questi fossono modestissimi amanti, e da loro nulla alla tua fama e quieto vivere nocesse, ancora troverai a continuare amore questa moltitudine esserti troppo