Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/222

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218 ecatonfilea

degnate, stimate che chi da voi più volte sia con grande ingiuria offeso, costui quando che sia si romperà a cruccio furioso e ad ira, né sarà più amore in chi voi spesso arete offeso, ma furore; e uno amante furioso più sarà da temere che qualsiasi rabbiosa fera o mostro. E aggiugnete a queste dette cose altri ancora da non poco stimarli incomodi, quali a voi seguitano de’ vostri sdegni, che vederete que’ luoghi, ove prima in questo e quell’altro dì solevi ridere e sollazzarvi, ora per vostra caparbità esserli solitari e senza quello uno che sì voi faceva con sua presenza e festività essere liete e contente. Ahimè meschine, piangerete, verrete a que’ tempî in quali prima era vostro uso darvi agli amorosi diletti e dolci giuochi e graziosissimi ragionamenti, ora non vi trovando chi per voi tanto prima vi si presentava, sollicito e pronto a farvi liete Ahimè! Ahimè! cattivelle, starete sole, strignendovi di tristizia e dolore; calamitose piangerete e viverete in infima miseria e ultima infelicità, abbandonate, schifate, odiate da chi tanto v’amava.

Pertanto, figliuole mie gentilissime, siate non altiere, non superbe, non ostinate, non sospettose, non gareggiose per vincere d’onta. Né si chiama vittoria ingiuriando perdere un fidelissimo amante. Vuolsi vincere e soperchiare d’amore e fede chi tu ami, non di sdegno. E sarà signoria amando farsi amare, molto più che straziando chi te ami, e tormentando se stessi farsi male volere a chi te una sola con ogni fede e diligenza serve. E in cosa niuna tanto si conosce uno animo signorile e nobile quanto nella umanità, facilità e pietà. Sdegno sempre sente di villania. Solo il villano animo serba sdegno, perché non sa né vendicarsi né perdonare. E serbare sdegno deriva da inumanità; perseverare in isdegno contra chi te ami, sarà impietà, crudelità. Adunque voi, per non cadere in tanto infortunio e biasimo, per non vivere in sì pessimo male, così fate quanto di sopra dissi, dandovi ad amare: eleggete qual dissi amante, modesto e virtuoso; prendetelo ad amarvi con molta mansuetudine e vezzoso costume, tanto amando quanto più potete. Così seguite nutrendo il dolce amore di pace e quiete; e ricordatevi che sempre tra voi sarà tranquillissimo riposo e pace, se subito cominciando i sospetti non persevererete