Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/34

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32 de pictura – libro primo

ad uno maggiore, e imparasti dai triangoli farsi la pirramide visiva. Pertanto traduchiamo il nostro ragionare a questa pirramide. Ma sia persuaso che niuna quantità equidistante dalla intercesione potere nella pittura fare alcuna alterazione: imperò che esse sono in ogni equedistante intersegazione pari alle sue proporzionali. Quali cose sendo così, ne seguita che, non alterate le quantità onde se ne fa l’orlo, sarà del medesimo orlo in pittura niuna alterazione. E così resta manifesto che ogni intersegazione della pirramide visiva, qual sia alla veduta superficie equedistante, sarà a quella guardata superficie proporzionale.


16.    Dicemmo delle superficie proporzionali alla intercesione, cioè equedistante dalla dipinta superficie. Ma poi che molte superficie si truovano non equedistanti, conviensi di queste avere diligente investigazione, acciò che tutta la ragione della intersegazione sia manifesta. Sarebbe cosa lunga, difficile e oscura in queste intersegazione di triangoli e di pirramide seguire ogni cosa con la regola de’ matematici. Seguiremo dicendo pure come pittore.


17.    Recitiamo delle quantità non equedistanti brevissime, quali conosciute, facile conosceremo le superficie non equedistante. Delle quantità non equedistante alcune sono ad i razzi visivi collineari, altre sono ad alcuni razzi visivi equedistanti. Le quantità ad i razzi visivi collineari, perché non fanno triangolo né occupano numero di razzi, adunque niuno luogo hanno alla intersegazione. Ma le quantità ad i razzi visivi equedistanti, quanto l’angolo quale è maggiore nel triangolo alla base sarà più ottuso, tanto quella quantità meno occuperà dei razzi e per questo alla intersegazione meno spazio. Dicemmo a torno coprirsi la superficie dalle quantità; ma ove non raro avviene che in una superficie sarà qualche quantità equedistante dalla intersegazione, quella così fatta quantità certo nella pittura farà niuna alterazione. Quelle vero quantità non equedistante, quanto aranno l’angolo alla base maggiore, tanto più faranno alterazione.