Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/44

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42 de pictura – libro primo

dato a queste arti nobilissime, saranno queste cose, benché da eloquentissimi scritte, ingrate. Da noi forse perché sono sanza eloquenza scritte, si leggeranno con fastidio. Ma priego mi perdonino, se dove io in prima volli essere inteso, ebbi riguardo a fare il nostro dire chiaro molto più che ornato. Quello che seguirà, credo, sarà meno tedioso a chi leggerà.


23.    Dicemmo de’ triangoli, della pirramide, della intercesione quanto parea da dire; quale cose, mia usanza, soglio appresso de’ miei amici prolisso con certe dimostrazioni ieometrice esplicare, quali in questi comentari per brevità mi parve da lassare. Qui solo raccontai i primi dirozzamenti dell’arte, e per questo così li chiamo dirozzamenti, quali ad i pittori non eruditi dieno i primi fondamenti a ben dipignere. Ma sono sì fatti che chi bene li conoscerà, costui come allo ingegno, così a conoscere la difinizione della pittura intenderà quanto li giovi. Né sia chi dubiti quanto mai sarà buono alcuno pittore colui, il quale non molto intenda qualunque cosa si sforzi di fare. Indarno si tira l’arco ove non hai da dirizzare la saetta. E voglio sia persuaso apresso di noi che solo colui sarà ottimo artefice, el quale arà imparato conoscere gli orli delle superficie e ogni sua qualità. Così contrario mai sarà buon artefice chi non sarà diligentissimo a conoscere quanto abbiamo sino a qui detto.


24.    Furono adunque cose necessarie queste intersegazioni e superficie. Seguita ad istituire il pittore in che modo possa seguire colla mano quanto arà coll’ingegno compreso.