Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/48

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
46 de pictura – libro secondo

merà più prezioso che l’argento. Zeusis pittore cominciava a donare le sue cose, quali, come dicea, non si poteano comperare; né estimava costui potersi invenire atto pregio quale satisfacesse a chi fingendo, dipignendo animali, sé porgesse quasi uno iddio.


26.    Adunque in sé tiene queste lode la pittura, che qual sia pittore maestro vedrà le sue opere essere adorate, e sentirà sé quasi giudicato un altro iddio. E chi dubita qui apresso la pittura essere maestra, o certo non picciolo ornamento a tutte le cose? Prese l’architetto, se io non erro, pure dal pittore gli architravi, le base, i capitelli, le colonne, frontispici e simili tutte altre cose; e con regola e arte del pittore tutti i fabri, iscultori, ogni bottega e ogni arte si regge; né forse troverai arte alcuna non vilissima la quale non raguardi la pittura, tale che qualunque truovi bellezza nelle cose, quella puoi dire nata dalla pittura. Però usai di dire tra i miei amici, secondo la sentenza de’ poeti, quel Narcisso convertito in fiore essere della pittura stato inventore; ché già ove sia la pittura fiore d’ogni arte, ivi tutta la storia di Narcisso viene a proposito. Che dirai tu essere dipignere altra cosa che simile abracciare con arte quella ivi superficie del fonte? Diceva Quintiliano ch’e’ pittori antichi soleano circonscrivere l’ombre al sole, e così indi poi si trovò questa arte cresciuta. Sono chi dicono un certo Filocle egitto, e non so quale altro Cleante furono di questa arte tra i primi inventori. Gli Egizi affermano fra loro bene anni se’ milia essere la pittura stata in uso prima che fusse traslata in Grecia. Di Grecia dicono i nostri traslata la pittura dopo le vittorie di Marcello avute di Sicilia. Ma qui non molto si richiede sapere quali prima fussero inventori dell’arte o pittori, poi che non come Plinio recitiamo storie, ma di nuovo fabrichiamo un’arte di pittura, della quale in questa età, quale io vegga, nulla si truova scritto, benché dicono Eufranore istmio scrivesse non so che delle misure e de’ colori, e dicono che Antigono e Senocrate misono in lettere non so che pitture, e dicono che Appelle scrisse a Perseo de pittura. Raconta Laerzio Diogenes