Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/62

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60 de pictura – libro secondo

così possiamo disegnare tutte le superficie quali abbiano angolo.


34.    Restaci a dire in che modo si disegnino le circulari. Tragonsi le circulari delle angulari; e questo fo io così. Fo in sullo spazzo uno quadrangolo con angoli retti, e divido i lati di questo quadrangolo in parte simili a quelle parti in quale divisi la linea iacente nel primo quadrangolo della pittura; e qui da ciascuno punto al suo oposito punto tiro linee, e così rimane lo spazzo diviso in molti piccioli quadrangoli. Quivi io scrivo uno cerchio quanto il voglio grande, così che le linee de’ piccioli quadrati e la linea del circolo insieme l’una con l’altra si tagli, e noto tutti i punti di questi tagliamenti, quali luoghi segno ne’ paraleli del pavimento nella mia pittura. Ma perché sarebbe fatica estrema e quasi infinita con nuovi minori paraleli dividere il cerchio in molti luoghi, e così con molto numero di punti seguire continovando il circolo, per questo, quando io arò notato otto o più tagliamenti, segno con ingegno il mio circulo nella pittura guidando la linea da termine a termine. Forse sarebbe più brieve via corlo all’ombra? Certo sì, dove il corpo quale facesse ombra fusse in mezzo posto con sua ragione in suo luogo. Dicemmo adunque in che modo coll’aiuto de’ paraleli le superficie grandi acantonate e tonde si disegnino. Finita adunque la circunscrizione, cioè il modo del disegnare, restaci a dire della composizione. Convienci repetere che sia composizione.


35.    Composizione è quella ragione di dipignere con la quale le parti delle cose vedute si pongono insieme in pittura. Grandissima opera del pittore non uno collosso, ma istoria. Maggiore loda d’ingegno rende l’istoria che qual sia collosso. Parte della istoria sono i corpi, parte de’ corpi i membri, parte de’ membri la superficie. Le prime adunque parti del dipignere sono le super-