Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/113

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libro quarto. 91

mente si debbe situare in sito facilissimo da finirlo con non grandissima spesa, et da sperare, che egli habbia quasi ad esservi eterno. Debbesi adunque eleggere un guado, che non sia de più profondi, nè de più scoscesi; che non si vadia variando, nè movendo; ma stia uguale sempre, et da durare. Debbonsi fuggire i ritrosi de le acque, gli avolgimenti, le voragini, et cose simili, che ne cattivi fiumi si truovano. Debbonsi ancora principalmente schifare i gomiti de le ripe, et gli avolgimenti de le acque, si per molte cagioni (essendo le ripe certamente in questo luogo molto sottoposte al rovinare) si ancora perche i legnami, i tronconi, et gli alberi, che de la campagna levati son portati giù da la piena, non possono passare per essi gomiti a diritto, per cammino espedito: ma si attraversano, et si aviluppano impedendosi l’uno l’altro: et accostansi a le Pile, fanno una grandissima massa, onde riturate le vie, gli archi, de Ponti vanno sotto; di maniera che tale edificio per il pondo de le impetuosissime acque si guasta, et si rovina. Ma de Ponti ne sono alcuni di Pietra, alcuni di Legname. Diremo prima di quelli, che si fanno di legno, come più facili a metterli in opera; Dipoi passeremo a trattare di quegli che si fanno di Pietra. Bisogna che amenduoi sieno fortissimi. Quello che sia di legname adunque si affortificherà con grande, et gagliarda abbondanza di legnami; et che tal cosa si conseguisca eccellentemente, ne darà grandissimo aiuto il Ponte di Cesare. Il quale ne insegnò il modo di farlo in questa maniera. Egli congiugneva insieme duoi legni discosto l’uno da l’altro duoi piedi (misurati a l’altezza del fiume) grossi tre quarti di braccio, et auzzati alquanto da basso; Questi metteva egli nel fiume con certi instrumenti ficcandoli a castello, non diritti a piombo a guisa di pertiche, ma a pendio, ritirandoli alquanto di sopra che pendessino secondo il corso del fiume. Rincontro a questi dipoi ne ficcava duoi altri, congiunti insieme nel medesimo modo, con intervallo da basso di quaranta piedi; volti contro la forza, et l’impeto de la acqua, fitti l’uno, et l’altro di questi, cosi come noi habbiamo detto, gli congiugneva insieme, mettendovi sopra travi grosse duoi piedi, lunghe, quanto era la distantia di essi confitti legni. Queste cosi postevi travi erano da la parte di fuori sostenute da due legature, le quali aggirate attorno, et in la contraria parte ripiegate, era tanta la fortezza de la opera, et tale la natura di tali cose, che quanto maggiore vi si fusse incitato l’impeto de le acque, tanto più strettamente le travi postevi sopra si serravano insieme. Sopra queste postevi altre legne, si intrecciavano et vi si faceva sopra un piano di pertiche, et di graticci. In un medesimo tempo si mettevano da la parte di sotto del fiume alcune travi più sottili a pendio, le quali postevi in cambio di Ariete, et congiunte con tutto l’edificio, resistessino a l’impeto del fiume. Et si mettevano altre travi ancora con mediocre intervallo da lato di sopra del Ponte, che avanzavano di poco l’altezza del fiume, accioche se da i nimici fussino mandati o tronconi di arbori, o navi giu per il fiume, per rovinare detto Ponte, si scemasse, mediante la defensione di dette travi, la violenza delle dette cose, et non potessino nuocere al Ponte. Queste cose ne insegnò Cesare. Nè sarà fuor di proposito, quello che e’ costumarono presso a Verona, di lastricare i Ponti di legno, di verghe di ferro, et massimo da quella parte dove hanno da passare le carrette, et carri. Restaci a trattare del Ponte che si fa di Pietre, le parti del quale sono queste: I fianchi de le ripe, le Pile, le Volte, et la lastricatura. Infra i fianchi de le ripe, et le Pile vi è questa differentia, che i fianchi bisogna che sieno oltra modo gagliardissimi, atti non solamente a sostenere il peso de gli archi postivi sopra, come le Pile, ma che sieno molto più gagliardi a sostenere le teste del Ponte, et a reggere contro al pondo de gli archi; di maniera che non si aprino in luogo alcuno. Debbonsi adunque andare scegliendo le rive, o più presto le ripe di Pietra,


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