Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/160

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138 della architettura

et che nessuno, salvo che Sacerdote, et solamente per sacrificare si potesse lavare nel fonte vicino a Panto: Et che nessuno in quel luogo che e’ chiamavano Dolioli presso a la fogna maggiore di Roma, dove sono l’ssa di Pompilio, potesse sputare. Et sopra alcuno tempietto scrissono, che e’ non vi si menasse alcuna cantoniera. In Creta nel tempio di Diana non si poteva entrare, se non a pie nudi. Et nel tempio de la Dea Matuta non si poteva menare una Stiava. A Rodi nel tempio di Orodione non poteva entrare il Banditore. A Tenedo nel tempio di Tennio non poteva entrare il sonatore de pifferi. Del tempio di Giove Alfistio non era lecito uscire se prima non si sacrificava. In Atene nel tempio di Pallade, et a Tebe in quel di Venere non vi si poteva portare Ellera. Nel tempio di Fauna non era lecito (non che altro) nominare il vino. Et ordinarono che la porta Ianuale in Roma non si serrasse mai se non quando era guerra, nè che il tempio di Iano s’aprisse quando era pace: et vollono che il tempio de la Dea Horta stesse sempre aperto. Se noi vorremo imitare alcuna di queste cose, saria forse bene che si facesse uno editto che le donne non potessino entrare ne tempii de Martiri, nè gli huomini in quegli de le sante Vergini. Oltra questo quella è certo cosa dignissima, pur che ella sia fatta da lo ingegno de gli huomini, che quando la leggiamo non ci persuaderemo già mai ch’ella potesse essere cosi fatta, se noi non vedessimo in alcuni luoghi ancor hoggi alcune cose essere simili. Sono alcuni, che dicono che per arte de gli huomini è stato fatto, che in Costantinopoli le Serpi non nuocono a persona, et che intra le mura non vi volano le mulachie. Et in quel di Napoli non si sentono cicale. In Candia non vi sono civette. Ne l’Isola Boristene nel tempio d’Achille non entra uccello alcuno. In Roma presso al Foro Boario nel tempio d’Hercole non entra nè mosca, nè cane. Ma che cosa maravigliosa è quella, che a tempi nostri si vede che in Venetia nel Palazzo publico de Censori non entra sorte alcuna di mosche? Et a Toledo ne la publica beccheria in tutto l’anno non vi si vede mai più che una mosca, et quella notabile certo, per la sua bianchezza. Tali cose molte certo et infinite, che si leggono, sarebbe qui lungo a raccontare tutte, et se elleno sono fatte o da la natura, o da la arte, non sò io per hora ridire. Ma che più? con qual natura, o arte si potrà dire che sia fatto quel che in Ponto del Sepolcro del Re Bebrio raccontano, che essendovi uno alloro, dal quale se n’è levato ramo alcuno, et messo in una nave, non vi si fermano mai le contefe, fino a tanto che non si getta via detto ramo: In Pafo su lo Altare del tempio di Venere non piove mai: Ne la Frigia minore intorno al simulacro di Minerva i sacrificii, che vi si lasciano, non si corrompono mai: Se dal Sepolcro di Anteo è portato via cosa alcuna, comincia a piover dal Cielo, ne resta mai per fin che non si riempie il luogo dove era stato scavato. Ma e’ ci sono alcuni finalmente, che affermano che queste cose possino essere fatte da gli huomini artifitiosamente con immagini, la qual arte è di già perduta, et le quali immagini gli Astronomi fanno professione di sapere. Io mi ricordo havere letto appresso di colui, che scrisse la vita di Apollonio, che in Babilonia ne le stanze principali del palazzo Regio, alcuni magici havevano legato al palco quattro uccelli d’oro, chiamati da loro le lingue de gli Dii, et che egli havevano forza di conciliare gli animi de la moltitudine ad amare il Re. In oltre Iosefo autore gravissimo dice havere veduto un certo Eliazaro, che in presenza di Vespasiano adattato uno anello al naso de’ fanciulli gli liberava subito dal mal caduco: Et dice, che Salomone fece certi versi, per i quali si mitigano le malattie: Et Eusebio Pamphilo dice, che Serapi appresso de gli Egittii, che noi chiamiamo Plutone, ordinò certi contrasegni, con i quali si scacciano i mali spiriti, et insegnò il modo con il quale i diavoli prese forme d animali bruti ci sono molesti. Et Servio dice, che gli huomini erano soliti a portare adosso alcune consecrationi, mediante le quali fussino si-


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