Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/166

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144 della architettura

tre tanti contrarii numeri del lato sinistro; perche se il ferro peserà tre, et la impennatura due, il raggio, che è dal laccio al ferro, bisogna che sia due, et quello che è dal laccio a la impennatura, bisogna che sia tre. Perilche corrispondendo questo numero di cinque a l’altro cinque di pari, aggiustate le ragioni et de raggi, et de pesi, staranno bilanciati, et pari. Et se i numeri non corrisponderanno, non staranno pari, ma l’uno capo alto, et l’altro basso. Non vò lasciare questo in dietro, che se dal medesimo laccio a le teste saranno i raggi uguali, mentre che e’ si gireranno, le teste faranno ne l’aria cerchi uguali, ma se detti raggi non saranno uguali, disegneranno ancora cerchi disuguali. Dicemmo che le ruote si fanno di cerchi. Et per tanto si è dimostro che se due contigue ruote, messe in un sol perno si moveranno di un solo et medesimo moto, talmente che mossa l’una, l’altra non si stia, et standosi l’una, l’altra non si muova, cognosceremo da la lunghezza de i raggi in amendue, che forza sia in quale si è l’una di esse: la lunghezza de i raggi, bisogna che tu l’habbia notata dentro al punto di mezo del perno. Se queste cose s’intendono abastanza, la regola di cosi fatte machine, che noi cerchiamo, è assai manifesta, et massime de le ruote, et de le manovelle. Ne le taglie doviamo noi considerare uno poco più cose: percioche et il canapo messo ne le taglie, et esse carrucole ne le taglie servono per il piano, per il quale si ha a fare il moto mezano, il quale noi dicemmo, che era infra il più facile, et il più difficile, per esser quello che non saglie, et non scende, ma si tira a piano ugualmente discosto dal centro. Ma accioche tu intenda come stà la cosa, piglia una statua di mille libre: se questa penderà da un troncone d’uno albero legata con una fune sola, egli è cosa certa che questa sola fune sosterrà mille intere libre. Lega dipoi una taglia a la statua, et metti in essa quella fune per la quale pendeva la statua, et ritorna detta fune al troncone, di modo che detta statua penda sospesa da due funi: egli è certo che il peso d’essa statua è retto da due funi, et la taglia nel mezo bilanciatamente resta stretta. Andiamo più avanti: aggiugni ancora al troncone un’altra taglia, et metti ancora in essa detta fune. Io vò sapere da te quanta sarà la portione del peso, che quella parte de la fune tirata in alto, et poi messa ne la taglia, sosterrà: cinquecento dirai. Non ti accorgi tu adunque che a questa seconda taglia non si può dare maggior peso da essa fune, che ella si habbia, et ella ne ha cinquecento, non ne parleremo più adunque: Insino a qui mi penso havere assai dimostro, che il peso si divide con le taglie; et che per questo i pesi maggiori vengono mossi da minori, et quanto più si adoppieranno simili instrumenti, tanto più si dividerà il peso; perilche avviene che quante più carrucole vi saranno, tanto più commodamente si maneggerà il peso, quasi spartito, et diviso in più parti.


De la vite, et de suoi pani: in che modo i pesi si tirino, si portino, et si spinghino.

cap. viii.


NOi habbiamo trattato de la ruota, de le taglie, et de le manovelle: da quì innanzi voglio che tu sappia che la vite è fatta quasi di cerchi come anelli, i quali veramente son quelli, che pigliano sopra di loro a reggere il peso: se questi piani, o anegli fussino intieri, et non tagliati, in modo che la fine de l’uno non fusse il principio de lo altro, certamente che il peso, che reggerebbono, se bene e’ si movesse, non anderebbe mai nè in su, nè in giu, ma andrebbe atorno ugualmente secondo lo andare del pane: è forzato adunque il peso ad andar in su, o in giu da la forza de le manovelle giu per i pani de le viti. Di nuovo se questi pani fussino piccoli, et si avvicinassino al centro quanto più potessino, certo che con più piccola manovella, et con mi-

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