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260 della architettura

verso Austro, percio ch’elle si gettano da per loro quasi nelle fiamme. Aristotile diceva che il spirito focoso, che da la natura è mescolato ne corpi, era ributtato dal vento Borea, essendo esso freddo, et si riserrava dentro, accio non se ne andasse in fumo, per il che le acque ne diventano più cotte. Et è manifesto che questo stesso spirito si disgrega, et si disunisce da lo ardore del Sole. Servio con la autorità di quei che sanno diceva che i pozzi, et i fonti de le acque sotto i tetti non mandano fuori vapori, et questo avviene perche quello alito sottile uscito del pozzo non può fendere, ne penetrare, ne rimuovere quella aria raccozzata insieme et grossa, che si è adunata infra il muro et il tetto. Ma esposto al Cielo scoperto, et libero, penetra più facilmente, et quasi vapore si risolve, et si purga. Et di quì avviene che e’ lodano il pozzo, che stà allo scoperto molto più che quello, che è al coperto. Nelle altre cose si desiderano quasi tutte quelle cose ne pozzi che si ricercano nelle fontane. Percioche il pozzo, et la fontana sono quasi congiunti di affinità insieme, ne sono in cosa alcuna differenti, salvo che nel moto del correre dell’acqua, anchor che si trovino molti pozzi ne quali vi corre, et si muove grossa vena. Et affermano che quelle acque, che durano assai, bisogna che habbino moto. Ogni sorte d’acqua, che non si muova, sia ove si voglia, è inferma: che se e’ si attignerà di un pozzo continovamente di molta acqua, sarà certamente quello tornato et diventato come una bassa fontana. Et per il contrario se essa fontana non traboccherà, ma starà ferma et quieta, sarà questo certo un pozzo poco profondo, più tosto che una fontana. Sono alcuni, che pensano che e’ non si truovino acque alcune che sieno continove et eterne, le quali non si muovino di moto simile quasi al corso d’un fiume, et di uno torrente: Il che certamente credo. Appresso à Iurisconsulti si fa differentia infra il lago et lo stagno; che il lago hà le acque continove, et lo stagno le hà per a tempo et ragunate ne lo Inverno. Il lago è di tre sorti; uno, che stà fermo per dirlo cosi, che contento de le acque sue stà sempre à un modo, ne sbocca mai in alcun luogo; l’altro che come padre di un fiume sbocca in alcun luogo; et l’ultimo è quello, che riceve le acque d’altronde, et quelle, che gli avanzano ancora le manda via a guisa di fiume. La prima sorte di si fatto lago è simile ad uno stagno. Il secondo è somigliantissimo ad una fontana: il terzo se io non m’inganno, è un fiume allargatosi in quel luogo. Si che non si hanno à ridire quelle cose che noi dicemmo de fonti, et de fiumi. Aggiugnecisi questo che tutte le acque coperte per la ombra sono più fredde, et più chiare, ma sono piu crude, che quelle, che sono battute da Soli, et per il contrario le acque cotte dal molto Sole sono salse et viscose: lo esser fonde giova a l’una sorte, et all’altra, perche a queste per la profondità si leva via lo esser troppo calde, et a quelle si ripara senza incommodità che non diaccino. Ultimamente non giudicano che lo stagno sia però da esser totalmente biasimato. Percioche dove nascono le anguille, pensano che le acque non vi sieno però cattive del tutto: più di tutte l’altre acque di stagno dicon quella esser cattiva, che genera le mignatte, et quella, che stà ferma come se vi fusse sopra disteso un panno, che offenda per il puzzo il naso, che harà colore nero et livido, et che in un vaso si manterrà grossa gran tempo, et che diventi viscosa et grave per molto muschio, et quella, con la quale se ti laverai le mani, tardi si rasciughi. Ma per fare un sunto di quelle cose, che si son dette de le acque, e’ bisogna che l’acqua sia leggierissima, limpida, sottile, et trasparente. A queste cose si hanno ancora ad arrogere quelle, che noi toccammo leggiermente nel primo libro. Oltre a queste cose farà a proposito se tu vedrai che le pecore, che ne habbino beuto parecchi mesi, et lavatesi più volte in quella acqua, che noi dicemmo, che era miglior dell’altre, stieno bene del corpo et de la sanità loro per tutto; et che le stien bene et sieno sane, lo conoscerai da la qualità de fegati. Percioche e’ dicono che tutto quello, che nuoce, nuoce in tempo, et


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