Pagina:Alberti - Della pittura e della statua, Milano, 1804.djvu/31

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
2 della pittura

solo considerano le spezie e le forme delle cose, separale da qualsivoglia materia. Ma perchè io voglio che la cosa ci venga posta innanzi agli occhi, mi servirò scrivendo, come si usa dire, di una più grassa minerva: e veramente mi parrà aver fatto abbastanza, se i Pittori nel leggere, intenderanno in qualche modo questa materia veramente difficile, e della quale per quanto io abbia veduto, non è stato alcuno che per ancora ne abbia scritto. Chieggio adunque di grazia che questi miei scritti sieno interpretati, non come da puro Matematico, ma da Pittore. Pertanto bisogna primieramente sapere che il punto è un segno (per modo di dire) che non si può dividere in parti. Punto; Segno chiamo io in questo luogo, qualsivoglia cosa che sia talmente in una superficie, che essa si possa comprendere dall’occhio. Però che quelle cose che non sono comprese dall’occhio, non è alcuno che non confessi che elle non hanno niente che fare col Pittore. Conciossiachè il Pittore si affatica di imitar solamente quelle cose, che mediante la luce si possano vedere. Questi punti se continuamente per l’ordine si porranno l’uno appresso dell’altro, distenderanno una linea. E la linea appresso di noi sarà un segno, la lunghezza del quale si potrà dividere in parti, ma sarà talmente sottilissima che giammai non si potrà fendere, ed eccone lo esempio. — Delle linee alcuna è diritta,