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educare le figlie dei nostri coltivatori per modo che esercitino la pratica giustamente, e giustamente pensino e calcolino, e si facciano guidare dal retto giudizio nella loro missione. La donna non è solo la conservatrice dei beni che si possiedono e la educatrice dei bimbi; essa è anche chiamata ad adoperarsi perchè si aumenti la vitalità nell’azienda; essa ha perciò bisogno di un’istruzione bastevole, e di essere impratichita nel ben dirigere la cucina, la latteria, l’allevamento degli animali domestici, la pollicoltura, l’orticoltura.

Occorre poi soprattutto che l’educazione sia diretta a ben chiarire e determinare la missione sua futura, per guisa da farne, nei tempi difficili, una compagna fedele e una collaboratrice del suo uomo. Essa deve comprendere la necessità di sostenere materialmente e moralmente la posizione di questo».

Una compagna fedele e una collaboratrice del suo uomo! In queste parole così piane, vi è tutto un programma di educazione femminile nobilmente intesa, di lavoro gioioso, di sicura felicità.

Mi si risveglia un ricordo della mia giovi-

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