Pagina:Albini - Le nostre fanciulle.djvu/212

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
170 Il lusso


Paul Leroy-Beaulieu, scrive: «Lo scopo della ricchezza non è il lusso. Può essere un accessorio perfettamente lecito, legittimo, anche onorevole se volete, a parte gli abusi, ma non si deve diventare ricchi unicamente, nè principalmente, per vivere con sontuosità, delicatezza ed eleganza. La fortuna, vale a dire la ricchezza, concentrata in grado elevato nelle mani di un uomo, ha una missione, una funzione sociale che tiene della sua natura stessa, e che da sola ha il potere di ben adempiere».

Ben disse dunque un altro economista francese, il Droz: «L’economia politica è il più potente ausiliario della morale».

Ma senza bisogno di citare i francesi, ascoltiamo ciò che lasciò scritto uno dei nostri più grandi economisti, Luigi Cossa: «L’economia politica dimostrando il vantaggio anche materiale che deriva dall’esercizio di certe virtù, come sono l’operosità, la previdenza, il risparmio, ed accennando inoltre i danni economici di certi vizi, come sarebbero l’ozio, l’imprevidenza, la dissipazione, e quelli ancora maggiori che provengono da alcune istituzioni che ripugnano alle leggi della morale (la schiavitù, il 170 II lusso

170 Il lusso