Pagina:Alcune Prose Giovanili.pdf/44

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ri, e la notte udiva in lontananza il canto dei giovani che andavano a mattinare le loro donne. Quei canti non erano più per lui! Questo sole che illumina tante migliaja di mondi, dopo poco tempo negava un solo raggio di luce ai suoi occhi. Si fece vie più magro e bianco, la voce diventò fioca, e diceva che il beato tempo di giovinezza per lui passava; nonostante, la nera chioma e i neri occhi al paragone di così estremo pallore facevano un comparire bello. Quanta amaritudine non provò dentro, egli che aveva immaginato la vita piena di contentezze, a vedersi lontano dagli amici, in parte solitaria, abbandonato da tutti gli uomini, imperocchè sentono naturale paura di tali malattie. Quel giovane stava come trasognato, come colui al quale improvvisamente venendo meno tutte le speranze mancano le forze per querelarsene. Come un viandante, dopo avere pellegrinato per lontane contrade, ritorna tediato al suo luogo natale, desideroso di riposare; somigliantemente egli, dopo avere viaggiato per questa vita mondana, ma in tempo brevissimo, ancora giovane, e direi illuso, apparecchiavasi per entrare nell’eternale quiete. Chiama nell’avvi-