Pagina:Alcune lettere delle cose del Giappone. Dell'anno 1579. insino al 1581, 1584.djvu/121

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DEL GIAPPONE. 119 lefcriueuaaun fuo capitano,dicedo,cbe commetef fe vn certo delitto contra 7 dj)bunanga,che Sampa co,&Manfìogli darianoogmfauore,& aiuto. Il che fentendo v obunanga fcriffe ad vrifuo logote. nentc,che fubito faceffcgiuflitiarc li fopradetti.Ma quello quantunque gentile accortofi della falfità; determinò liberar della morte quei poucri /ignori innocentit& effendo periculofo loferiuere di tal ne gotio, andò eglifleffo da Nobunanga, menando fe co Manfìo.Etgiunto in fua prefenga,febeneera di grande auttorità appreffodiluì, fàperò riceuutò corìmatvifo, & peggiori parole. ’Perciocbe chiamandolo huomo poco faggiogli dimandò, per qual cagiòneminaua fecoManfioìRifpofe chela menaua per ejfequire la giuflith, che S.^t.kaueua commandata. Nobunanga dinuouo gli ordinò,cbelo facete morire: alche rifpofe, che l’hauerebbefatto,però che defideraua (piacendo à S,.A.) informaci meglio del cafo..Tiacque la cofad Nobonaga ordinando à due fignori che s’informafferò del tutto, andarono cojloro da Man fio, & lo trouorm ingenocbioniconiomanial cielo.pregando ilftgno re gli defse confian%a per fopportarc la morte per amor fuo. L’ajficurorno coloro della morte,dicendo che non venimmo per tal effetto: mà egli non ■perciò intermotteuala fua oratione,pcr cfsercofiu me di Gì appóne fi,eh e quando vogliono giuftitiarc alcuno, l’affi curano prima; & quando quello manco ci penfa, allhora ivccidono. Vedendo eglino che M.anfio.cio non crcdeua,lafcìornp /, H 4 arme