Pagina:Alcuni discorsi sulla botanica.djvu/34

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pensieri anche per chi è straniero alla scienza, quanto maggiori e più nobili saranno i godimenti per colui, che facendo della botanica speciale suo studio, si propone di esaminare, riconoscere e descrivere l’infinita serie di esseri, che compongono il regno vegetabile! Qual immenso campo alle ricerche, qual fonte inesausta di diletto, e di meraviglia! E diciam pure, o giovani (che è d’uopo non iscordarlo) quanti argomenti per risalire col pensiero e cogli affetti al sapientissimo e onnipotente Fattore delle cose!

I quali studj, appunto per la loro molta varietà ed ampiezza, si acconciano a tutte le età, a tutte le condizioni della vita. Convenientemente diretti servono a rinvigorire le forze fìsiche ed intellettuali del fanciullo, di cui intrattengono mirabilmente la curiosità, porgendogli una amena distrazione agli aridi esercizj delle lingue ed ai rudimenti del calcolo. Cresciuto questi a gioventù, e iniziato nell’arte del comporre, gli somministrano, in luogo della fredda imitazione, proprie e sempre nuove e svariate imagini, e abbondante soggetto per congiungere alle scelte parole veri e brillanti pensieri; e togliendolo via alle pericolose inclinazioni, e alle passioni funeste, gli serbano puri e schietti i costumi, dolce l’animo e tranquillo, sana e robusta nella virtù la persona. All’adulto non meno, sanno aprire una carriera vasta e luminosa, distogliendolo da quell’infido teatro, sul quale combattono con