Pagina:Alcuni discorsi sulla botanica.djvu/62

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
54

presentano gli stami più lunghi del pistillo, laddove pendono vôlti in giù que’, che hanno corti gli stami. Nei fiori campaniformi, come in molti fra i gigli, mercè appunto la detta attitudine della corolla a pendere all’ingiù, quando screpolano le antere, avviene, che il polline cada facilmente sullo stimma. — Quando poi i sessi sono divisi di fiore, ma però raccolti su di un medesimo pedale, i maschi sogliono occupare un posto più alto delle femine, di modo che il polline, cadendo, possa scontrarsi con queste; come si può vedere, per citare una pianta volgare, nel tormentone o grano turco. In altre piante, pure monoiche, i maschi trovansi riuniti in gruppetti accanto e frammisti ai fiori feminei, a mo’ d’esempio negli amaranti. In tutti poi gli stami sono in tal copia, che sovente all’epoca della fecondazione il suolo appare come colorito del loro polline. — A voi anche non è ignoto esservi tra le piante, specialmente poi tra gli alberi, parecchi, nei quali i fiori staminiferi, ed i pistilliferi di una medesima specie crescono su due diversi pedali. Trovandosi in loro gli organi generatori separati, natura provvide a togliere il danno di sì fatta separazione. Epperò mirabilmente dispose, che gli individui maschi e le femine di tali specie avessero a sorgere per lo più a brevi distanze gli uni dalle altre, e la fioritura loro avvenisse quasi sempre a un tempo stesso per modo, «che i maschi sieno presti a slanciare il polline quando