Pagina:Alessandro Volta, alpinista.djvu/25

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il volta alpinista 21

prese moglie, Carlo Zardetti1, che stava ordinando la biblioteca, pubblicò lo scritto voltiano, servendosi di questa copia, in un opuscolo intitolato: Relazione del professore Alessandro Volta di un suo viaggio letterario nella Svizzera, ora per la prima volta pubblicata in occasione delle faustissime nozze Stabilini-Reina (Milano, dalla Società Tipografica dei Classici Italiani, MDCCCXXVII, pagine 57). Così vedeva la luce anche questo importante lavoro del sommo comasco, che non era stato compreso nella raccolta delle opere del Volta, stampate nel 1816 a Firenze a cura di Vincenzo Antinori. Ma fu una luce, dirò così, come di breve pertugio: difatti l’edizione fu tirata di soli settantasei esemplari, di cui settanta in carta velina e sei in carta forte turchina. Ora si capisce che un opuscolo, edito in così ristretto numero di copie — distribuito per giunta a degli invitati, la maggior parte dei quali, come avviene, non avrà saputo che farne, e l’avrà buttato — sia divenuto d’una rarità suprema, al punto da far quasi ritenere la Relazione siccome tuttora inedita2. Anche i biografi del Volta diedero brevissimi particolari intorno a quel viaggio: solo il Monti ed il nipote Volta ne parlarono con una certa ampiezza nelle rispettive biografie3. Quest’ultimo poi, servendosi degli

    biografia del poeta. La sua biblioteca, per la quale sacrificò 300,000 franchi, era davvero preziosa e la visitavano tutti i dotti. Morì il 12 novembre 1826 a Canneto sul Mantovano. — Il Reina fu uno dei dodici rappresentanti politici della Montagna, di cui era capoluogo Lecco.

  1. Carlo Zardetti era allora aggiunto e fu poscia direttore del Gabinetto Numismatico di Milano. Lasciò vari scritti di archeologia e numismatica, per es.: Sopra due antichi monumenti egiziani (Milano, 1835); Sopra due monete del Museo Mainoni di Milano (nella “Biblioteca Italiana„, vol. XXVIII); Monumenti cristiani (Milano, 1843), ecc.
  2. Fortunatamente io posseggo una copia della Relazione delle sei in carta turchina. Neanche alla famiglia Volta fu dato possederla: il figlio Luigi, nelle note all’Elogio dell’Arago, scriveva: “L’editore sig. C. Zardetti non credette opportuno di metterla in commercio, nè di mandare alcuno dei pochi esemplari, che videro la luce, alla famiglia del Volta, che con grato animo avrebbe ricevuto un sì caro dono„. Zanino Volta, nella biografia citata, osserva che la Relazione stampata dallo Zardetti contiene inesattezze e difetti, come quella che fu tratta da una copia e non dall’originale; ma avendola io confrontata col manoscritto esistente presso l’Archivio di Stato in Milano, ho riscontrato leggerissime ed insignificanti differenze.
  3. Maurizio Monti ha nella sua Storia di Como (Como, Pietro Ostinelli, 1830-32) una bella biografia di A. Volta, e laddove ne ricorda i viaggi dà in nota un sunto della Relazione, dicendo di far ciò appunto “perchè l’opuscolo dello Zardetti fu di sole 76 copie e non venne posto in commercio„.
    Zanino Volta, nella prelodata Giovinezza di A. Volta, riassume largamente il viaggio in Isvizzera, completando le notizie contenute nella Relazione con quelle che trovò segnate sul Giornale di viaggio. Lo stesso autore, nell’“Archivio storico lombardo„ (anno I, fasc. II) rispondendo ad una domanda del prof. Michele Stefano De Rossi se fra gli autografi voltiani esistessero descrizioni rimaste inedite di fenomeni meteorici e di fisica terrestre, accennò al viaggio del 1777, riproducendo integralmente le osservazioni barometriche e termometriche.
    Anche Francesco Arago, nel suo splendido elogio di A. Volta, letto all’Accademia delle