Pagina:Alexander Pope - Pastorals - en it fr.djvu/11

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xiii

Pope, in cui sonovi assai eccellenti composizioni di quell’Ingegnoso Gentiluomo = Non è cosa triviale il meritar lode dallo Spettatore.

Uno de’ maggiori Luminari di oggidì nella Nazione, canta lo stesso ne’ seguenti versi:

In vain my Muse would imitate the Strains
Which charm’d the Nymphs on Windsor’s verdant Plains,
Where Pope with wond’rous Art in tuneful Lays
Won from Apollo’s Hand Immortal Bays.

La mia Musa imitar si sforza in vano
Quei, ch’alle Ninfe fur sì grati canti
Del bel Windsor su i verdeggiati prati;
Pope là dove con mirabil arte
Ne’ dolci lai, di man l’Apollo vinse
Il guiderdon di sempiterni allori1.

Questa mia fatica però va spezialmente diretta agli Amadori dell’Idioma Inglese, a’ que’ felici Ingegni i quali aspirano all’alta conoscenza della verità tutt’intera, a coloro, che sfuggendo la vil

  1. Si sono accennati questi due soli Teftimonj dell’Egloghe del Sig. Pope, perchè il lor peso bastano per tutti gli altr’infiniti, che si posson trovare in varj moderni Miscellanj di Poesie Inglesi; E spezialmente è notabile l’Elogio del Sig.Pope fatto dalla celebre Poetessa Inglese Madama Worteley de Montaigue.